Mi sono ritrovato a bere birra e vodka in qualche stanza dove rimbombavano colpi di rullante sfondato, accordi pieni di rabbia, giri di basso basso. Ho riconosciuto la voce dell'amore che respirava sopra al cazzo, ho rivisto le mani di qualche compare che passava un super-cannone, sono affogato nell'apatia che travestita da vecchia signora succhiava il midollo della vita e donava pensieri troppo pesanti per entrare in un cervello ancora troppo piccolo per poterli sostenere. Ho letto un romanzo che parla di musica, amore, poesia, politica, ubriachezza, sensazioni, intuizioni, morte, pianto... Ho letto un romanzo che parla di vita, di quella fase della vita dedita alla costruzione della personalità, alla costruzione di un futuro migliore, alla costruzione del mondo. Anche se questo romanzo lascia in bocca l'amaro del romanticismo, quindi vuole essere per eccellenza un romanzo anti-romantico, anarchico, fatto di odore di piscio e vomito, di vodka e fumo, di rabbia e fanculo, di cazzo e Nirvana, ad una lettura più attenta si rivela estremamente romantico nel senso genuino del termine, o meglio è il tendere verso qualcosa, l'avvicinarsi senza mai toccare, il gustare senza poter assaggiare, è la consacrazione dello "Streben" romantico, è un quadro fatto di parabole che sfiorano infiniti assi senza mai riuscire a toccarli.Gaspare Passarella
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giordano
criscuolo
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