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Incontro-Intervista
sul Forum di BraviAutori.Com del 25 Febbraio 2010
Domanda
di Giacomo Scotti
Giordano, da quanto leggo da una tua intervista, hai iniziato da giovanissimo ad avvicinarti al mondo della scrittura. La mia domanda è: quanto hai capito che la scrittura sarebbe diventata una parte fondamentale della tua vita?
Ho sempre amato i libri, il loro odore e il carico di "speranzose" avventure che con il loro titolo promettevano.
Faccio spesso coincidere l'inizio di questa mia passione per la scrittura con la stesura del primo romanzo, Le parole che non scrivo (2002-2003 circa).
In realtà scrivevo storie e "poesie" - chiamiamole così - già a 13-14 anni con la speranza di vederle, un giorno, trasformate in canzoni.
Forse è allora che la scrittura è diventata veramente parte della mia vita... ora non riuscirei proprio a immaginarmi senza una penna.
Domanda di Pia
Scrivevi per il solo piacere di scrivere o partecipavi anche a concorsi e cose simili?
Per il solo gusto di scrivere.
Non ho mai amato i concorsi a "classifica" e ogni volta mi hanno iscritto amici, parenti e conoscenti.
Sta accadendo proprio in questi giorni con l'uscita del mio nuovo romanzo... però lascio fare: contenti loro contenti tutti.
Domanda di Miriam
Ieri ascoltavo la registrazione di una tua intervista radiofonica e sono rimasta molto colpita da una dichiarazione.
In quella intervista dici di non ricordare quasi nulla delle fasi relative a stesura e revisione de "Le parole che non scrivo". Come ti spieghi ciò? Scrivere quel romanzo ti ha procurato sofferenza in qualche modo, perciò è come se avessi rimosso un'esperienza difficile?
Forse la risposta è più semplice.
In quel momento vivevo l'esperienza di scrittura con un briciolo di superficialità. Avevo solo voglia di buttare giù qualcosa che avevo vissuto intensamente prima che scomparisse del tutto... è stato come un diario che dopo molti anni non si ricorda di aver scritto... è stato come una foto vecchia che riguardandola dici: ma davvero ero io lì e in quel momento?
Però è stato catartico scrivere "Le parole che non scrivo". Dentro c'è molto di me ed è grazie a quel romanzo che oggi non sono lo stesso "scapestrato" di 17-18 anni (oggi somiglio molto di più a Cristiano di "Come su un solco di Morrison Hotel").
Domanda di Miriam
Che effetto ti fa rileggere quel romanzo oggi, se ti capita di rileggerlo?
Mi emoziona perchè è vero.
Però mi fa anche ridere perchè mi ci rivedo strano... ero proprio folle a quei tempi.
Domanda di
Necrophilia
Ciao Giordano! Innanzitutto volevo farti i miei complimenti per i tuoi libri. Ho letto i primi due e stiamo per comprare il terzo (non vedo l'ora di leggerlo!) e li trovo dei veri e propri capolavori! Poi volevo farti una domanda...
c'è qualche scrittore che avresti voluto, o vorresti, conoscere? Grazie in anticipo
Grazie mille per i complimenti.
Avrei tanto voluto conoscere Sciascia per "scippargli" un solo segreto (o dono) dei tanti che lui possedeva.
Domanda di Giacomo Scotti
Possiamo ritenere che le tue idee e il tuo stile sono in qualche modo influenzati dalla musica?
La musica ha influenzato tutto nella mia vita.
Se un giorno dovessi fare il panettiere, anche gli impasti di acqua e farina sarebbero influenzati da quello che ascolto.
Domanda di Pia
Qualche notizia in anteprima sul nuovo libro?
Con "1000 Anni Con Elide" ho chiuso questa trilogia e ho voluto farlo in modo
"goliardico". Il romanzo - una storia del tutto inventata in cui i protagonisti parlano
veramente per bocca loro e, per la prima volta, non mia - è una sorta di continuo omaggio
ad Andrea Pazienza e alla sua arte... decine sono le citazioni e aspetto con quasi-ansia
che i lettori le colgano.
Il tutto ha inizio in una fredda Facoltà di "una qualunque città italiana". I
protagonisti sono sei (Giostrammer, Darkledy, Stregatto, Consuelo, Stefano e Luana) e,
tra amore e musica, ne vivranno di tutti i colori.
Tutti mi dicono che le parti migliori del romanzo sono quelle con "scene d'amore"... in
verità mi basta che anche un solo rigo di quelle scene emozioni il lettore per essere
felice. Uno scrittore se regala anche una sola, piccola emozione ha raggiunto il suo
scopo.
Domanda di Necrophilia
Dato che nei tuoi romanzi parli spesso degli anni '90, qual è la cosa che ti manca di più
di quegli anni?
Senza dubbio gli amici e le immense "schitarrate" che insieme tenevamo fino all'alba. Ora
sono quasi tutti lontani... però quando ci si rivede in estate o durante le vacanze
natalizie sembra che il tempo si sia fermato a 13-14 anni fa (anche se i risvegli, ora,
sono un tantino più dolorosi).
Mi manca infine la musica che c'era allora... forse ero adolescente, ma a quei tempi mi
suonava tutto dannatamente bene.
Domanda di Necrophilia
L'altro giorno ho ascoltato un po' di tue canzoni. "Ester" mi è piaciuta in particolar
modo, per stile e testo mi ha ricordato un po' Fiumani dei Diaframma. Sarei curiosa di
sapere se ti piacciono.
Grazie mille per l'accostamento, sono letteralmente onorato.
Non ho mai ascoltato i Diaframma con assiduità (come invece è successo per i Litfiba,
tanto per restare in quel determinato momento storico) ma certamente tutto quello che ho
ascoltato mi ha forgiato tantissimo.
Del resto cosa dire sui Diaframma... sono immensi (soprattutto quelli dei primi tempi).
Quando compongo, i miei punti di riferimento musicali restano comunque i cantautori
italiani (Rino Gaetano, Fabrizio De Andrè, Francesco Guccini) e artisti come Lou Reed,
Bob Dylan, David Bowie.
Domanda di Miriam
Visto che sei anche un musicista, sarei curiosa di sapere se unisci le due passioni quando organizzi presentazioni dei tuoi libri. Hai mai fatto una presentazione/concerto?
Non ho mai fatto una presentazione.
Purtroppo, dalle mie zone c'è questa triste usanza di presentare al pubblico qualsiasi cosa venga stampata giusto per vendere subito più roba possibile.
Forse non ci crederete ma a me non importa niente di vendere i miei libri a persone e amici che poi non lo leggeranno. Non ha senso...
Ha molto più senso, secondo me, vendere 20 copie di un romanzo un po' in tutto lo stivale che 100 copie nella propria città o nel proprio paese, soprattutto se ad acquistarlo saranno parenti e conoscenti.
Forse è un po' contorta come spiegazione e, in questo senso, potrei apparire anche un po' snob... non lo sono (o forse non lo sono fino a questo punto) e tra i miei desideri futuri c'è proprio quello di organizzare presentazione-concerti in ambienti veramente interessati e favorevoli.
Domanda di Necrophilia
Nei tuoi romanzi utilizzi la forma epistolare. Nella vita quotidiana sei solito scrivere lettere o è solo un espediente letterario?
Mi viene da ridere leggendo questa domanda perchè attualmente odio scrivere lunghe lettere.
Forse perchè ne ho scritte troppe in passato (come dice Cristiano in Come su un solco di Morrison
Hotel, di quelle vere, fatte di carta) o forse perchè oggi hanno meno senso di una volta.
Voglio dire: se stasera chatto su facebook o su msn con mio cugino che sta a Londra è inutile scrivergli una lettera - o una mail - il giorno successivo per parlargli di me e (per esempio) della mia storia d'amore.
Insomma, le lettere vanno bene tra due individui quando per davvero non c'è altra forma di comunicazione tra loro. Allora sono utili (forse vitali) e mi divertono. In caso contrario mi
annoiano.
Domanda di Massimo Baglione
Ti piace la fantascienza? (Qui siamo una specie di roccaforte).
Il genere che prediligo di più in assoluto è probabilmente il gotico/horror (da Stroker a Mary Shelley a Edgar Allan Poe per intenderci).
Di fantascienza ho letto poco in letteratura ma molto nei fumetti (a partire da
L'Eternauta che lo considero tra le più grandi opere d'arte di tutti i tempi).
Perdonatemi, non mi linciate.
Domanda di Giacomo Scotti
Qualcuno prima, non ricordo chi, aveva accennato ad una tua canzone. Sei un cantautore, giusto? Dov'è possibile ascoltare le tue canzoni? Hai concerti in programma?
Ho inciso alcune cose in passato (su YouTube, digitando "De La Triade", trovate qualche brano) ma non ho ancora realizzato il sogno di incidere un disco tutto mio.
Chi ha ascoltato le mie canzoni lo ha fatto su Facebook dove ho postato solamente roba molto amatoriale.
Domanda
di Necrophilia
Ho notato che nei De la Triade suoni il basso, mentre da solista la chitarra. Quale preferisci tra i due?
La chitarra.
Quando studiavo all'università, i miei compagni di casa dicevano sempre agli ospiti: date una chitarra a Giordano e risolleverà una serata.
Ho sempre pensato che se dovesse crollare la mia casa la prima cosa che porterei in salvo sarebbe proprio la chitarra...
Fonte:
BraviAutori.Com
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